Glossario
Le parole che si incontrano usando Claude, spiegate in due righe. Ognuna rimanda alla lezione che la spiega davvero: questo è il posto da cui ripartire, non quello in cui fermarsi.
- Allucinazione
Quando Claude produce un dettaglio plausibile e falso: una data, una cifra, un articolo di legge, una citazione. Non è una bugia e non è un guasto — è il modo in cui funziona uno strumento che completa il discorso più probabile. Per questo su fatti verificabili la verifica è parte del metodo, non un supplemento di prudenza.
I limiti che devi conoscere →- APIanche: interfaccia di programmazione
Il modo per far usare Claude a un tuo programma invece che a te: nessuna schermata, solo richieste e risposte, pagate a consumo. Serve quando il lavoro deve avvenire dentro qualcosa che hai costruito tu; per tutto il resto l'abbonamento normale costa meno e fa di più.
Che cos'è l'API (e quando ti serve) →- Artifact
Un documento, una pagina, un diagramma o una piccola app che Claude produce in un riquadro a parte, che resta lì mentre la conversazione va avanti e che si può modificare, versionare e condividere. La differenza con una risposta normale è che un artifact è una cosa, non un messaggio.
Cos'è un artifact →- Attività programmata
Un incarico che riparte da solo a intervalli decisi da te — ogni lunedì mattina, il primo del mese — e ti lascia il risultato pronto. È il modo in cui un lavoro ricorrente smette di dipendere dal fatto che uno se lo ricordi.
Le attività programmate →- Catena di lavoro
Spezzare un lavoro troppo grande in passaggi che si passano il risultato l'uno all'altro, invece di chiedere tutto in una volta. Serve quando la richiesta unica produce una risposta che sembra completa e non lo è.
Le catene di lavoro →- Chiave API
La password con cui un programma si presenta all'API. Vale soldi veri: chi ce l'ha spende sul tuo conto. Non va mai messa dentro il codice che condividi, e va revocata appena sospetti che sia uscita.
Chiavi, console e controllo della spesa →- Claude Code
Claude che lavora dentro le cartelle del tuo computer da terminale: legge i file, li modifica, esegue comandi. Nato per chi programma, ma utile a chiunque abbia molti file da sistemare — e i permessi restano sempre in mano tua.
Che cos'è Claude Code →- CLAUDE.md
Un file di testo dentro una cartella con dentro le regole che valgono per quella cartella: come si fanno le cose lì, cosa non si tocca, cosa va chiesto prima. Viene letto a ogni sessione, quindi le regole si scrivono una volta e valgono anche fra sei mesi.
CLAUDE.md: le istruzioni che vivono nella cartella →- Competenzaanche: skill
Un pacchetto che contiene un intero modo di fare una cosa — la procedura, le regole, i modelli, gli esempi — che Claude richiama quando il compito lo richiede. Le istruzioni dicono «come comportarsi qui»; una competenza dice «come si fa questo lavoro».
Le Skill: procedure impacchettate →- Connettore
Un collegamento fra Claude e un servizio che usi già — posta, file, calendario — così che possa andare a prendere quello che gli serve invece di aspettare che glielo porti tu. Ogni connettore è anche una porta: si aprono quelli che servono, non tutti.
I connettori: posta, file, calendario →- Conoscenza di progetto
I documenti caricati dentro un progetto, disponibili a tutte le sue conversazioni senza doverli riallegare. È la differenza fra spiegare la propria situazione ogni volta e averla già lì.
La conoscenza di progetto →- Contesto
Tutto quello che Claude ha davanti mentre risponde: la tua richiesta, i messaggi precedenti, i file allegati, le istruzioni del progetto. Quasi tutte le risposte deludenti sono risposte date con poco contesto.
Dare un ruolo e un contesto →- Cowork
La modalità in cui invece di fare una domanda affidi un incarico: Claude ci lavora a più riprese, su più file, anche mentre tu fai altro. Cambia quello che serve da parte tua — non una domanda ben posta, ma un mandato ben scritto.
Che cos'è Cowork →- Data di addestramentoanche: cutoff
Il momento oltre il quale Claude non sa niente per conto suo. Le cose successive le può cercare, ma non le ricorda: se ti serve un fatto recente, va chiesto esplicitamente di andarlo a prendere.
I limiti che devi conoscere →- Estrazione
Trasformare documenti disordinati — fatture, scontrini, certificati — in dati ordinati in colonne. È il lavoro in cui il guadagno di tempo è più netto, a patto di definire tu le colonne prima e di farti segnalare i dati dubbi invece che indovinati.
Da carta a dati: l'estrazione →- Finestra di contesto
Quanto Claude riesce a tenere davanti agli occhi in una volta sola: la conversazione, i file, le istruzioni. Non è memoria e non è disco: è un tavolo. Quando il tavolo è pieno, le cose messe per prime cominciano a starci a fatica — ed è la spiegazione di metà dei comportamenti strani che si incontrano.
La finestra di contesto, spiegata semplice →- Istruzioni di progetto
Le regole scritte una volta che valgono in tutte le conversazioni di un progetto: chi sei, come vuoi le risposte, cosa non deve fare. È il posto dove smetti di ripetere le stesse cose.
Le istruzioni di progetto →- Iterare
Correggere il tiro sulla risposta che hai già, invece di riformulare la domanda da capo. Chi ricomincia butta via il contesto migliore che aveva: la conversazione fin lì.
Iterare senza ricominciare →- MCPanche: Model Context Protocol
Lo standard con cui Claude si collega a strumenti esterni: una presa uguale per tutti, così chi costruisce lo strumento non deve rifare l'attacco per ogni assistente. Chi usa Claude lo incontra sotto forma di server da collegare.
La presa standard →- Memoria
Quello che Claude si porta dietro fra una conversazione e l'altra. È comoda e va guardata ogni tanto: quello che ricorda influenza le risposte, e una cosa vera sei mesi fa può non esserlo più.
La memoria tra le conversazioni →- Modello
La versione di Claude che risponde. Ce n'è più d'una, con capacità e costi diversi: la più potente non è sempre la scelta giusta, e su lavori ripetitivi la differenza di prezzo si sente.
Modelli, token e il conto della spesa →- Permessi
Cosa Claude può fare senza chiedertelo. Esistono in Claude Code e in Cowork, con regimi diversi — dal chiedere sempre al procedere da solo. Il recinto non serve a limitarlo: serve a renderti possibile lasciarlo lavorare.
I permessi: il recinto che rende liberi →- Piano
L'abbonamento: gratuito, Pro, Max, Team, Enterprise. Cambia quanto puoi usarlo e quali funzioni hai — Cowork e i plugin, per esempio, non ci sono sul gratuito. Il piano si cambia quando ti accorgi di fermarti per il limite, non prima.
Creare l'account e orientarsi →- Plan modeanche: modalità piano
In Claude Code, il modo in cui prima ti fa vedere cosa ha intenzione di fare e poi lo fa. Su un lavoro non banale è la differenza fra correggere un piano in trenta secondi e correggere un risultato in mezz'ora.
Prima il piano: il plan mode →- Plugin
Un pacchetto che mette insieme più competenze, i connettori e gli assistenti dedicati che servono a un certo mestiere, già configurati. Si installa da «Personalizza» e richiede un piano a pagamento.
Le Skill: procedure impacchettate →- Progettoanche: Project
Una stanza di lavoro con dentro i documenti e le regole di un ambito: tutte le conversazioni che ci apri partono già sapendo. È il primo strumento che fa smettere di ripartire da zero.
I Projects: la fine del ripartire da zero →- Prompt
La richiesta che scrivi. Una richiesta completa dice cosa vuoi, per chi, in che forma e con quali vincoli — ed è il singolo fattore che cambia i risultati più di ogni altro.
La richiesta completa →- Ragionamento esteso
Lasciare a Claude più spazio per pensare prima di rispondere. Conviene sui problemi con più vincoli o più passaggi; su una richiesta semplice non aggiunge niente se non attesa.
Il ragionamento esteso →- Ricerca approfondita
Invece di una risposta, un dossier: Claude cerca su molte fonti, le confronta e ti riporta cosa ha trovato e dove. Costa minuti invece di secondi, e si usa per le decisioni che li meritano.
La ricerca approfondita →- Server MCP
Il pezzo che sta dall'altra parte della presa: espone a Claude gli strumenti di un servizio o di un sistema. Se ne collegano di già fatti, e se ne può costruire uno proprio — cominciando in sola lettura.
Collegare strumenti esistenti →- Stile
La tua voce salvata una volta per tutte: come scrivi, cosa non dici mai, quanto sei formale. Serve perché il tono giusto ottenuto a forza di correzioni, la volta dopo, va riottenuto da capo.
Gli stili: la tua voce, salvata →- Subagente
Un Claude dedicato a un pezzo del lavoro, che ha davanti solo quello che gli serve e riporta il risultato. Serve a tenere pulito il tavolo principale quando il lavoro è lungo.
Subagenti e lavori in parallelo →- Token
Il pezzetto di testo con cui si misura tutto: quanto entra, quanto esce, quanto costa. Un token è più o meno tre quarti di parola. Serve saperlo per due cose: capire perché una conversazione lunghissima rallenta, e leggere una bolletta dell'API.
Modelli, token e il conto della spesa →- Workflow
Una routine che regge: un innesco concreto, una ricetta in passi sempre uguali, un controllo specifico prima che il risultato esca. È il momento in cui «so usare Claude» diventa «il lunedì il report si fa così».
L'anatomia di un workflow →
Manca una parola che ti serviva? È un difetto del glossario, non tuo: cercala nel corso, e se non c'è nemmeno lì scrivimelo.