La richiesta completa
Nella prima lezione del corso hai visto la differenza tra «scrivimi una mail per il capo» e una richiesta con i fatti dentro. Qui la trasformiamo in metodo. Una richiesta completa risponde a quattro domande — e non serve rispondere sempre a tutte: serve sapere quali stai saltando.
- Cosa. Il risultato concreto che vuoi in mano: una mail, una tabella, una spiegazione, tre alternative tra cui scegliere.
- Per chi. Chi leggerà o userà il risultato: il capo, un cliente arrabbiato, tua figlia di dieci anni, un collega tecnico.
- Perché. Lo scopo dietro la richiesta: convincere, informare, scusarsi, vendere, chiudere una discussione.
- Come. I vincoli: lunghezza, tono, cosa includere per forza, cosa evitare assolutamente.
Spiegami la pressione arteriosa.
Spiega la pressione arteriosa (cosa) a un paziente di 75 anni appena dimesso (per chi), perché capisca perché deve misurarla ogni mattina (perché). Parole semplici, niente termini medici, massimo dieci righe (come).
Nota una cosa: la seconda richiesta non è più «tecnica» della prima. È solo più onesta sul lavoro che serve davvero. Il tempo speso a scriverla lo recuperi alla prima risposta, che arriva già utilizzabile.
Non sai rispondere a una delle quattro domande? Dillo a Claude: «non so bene che tono usare, proponimi due versioni». L'incertezza dichiarata è contesto anche lei.
Prova adesso
Tieni la versione a quattro domande come modello: la riuserai più spesso di quanto pensi.
Verifica di fine lezione
«Scrivi qualcosa di carino per il pensionamento di Franca.» Quale domanda manca di più?
Perché il «per chi» cambia così tanto la risposta?
Non hai deciso il tono. La mossa migliore?
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