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I limiti che devi conoscere

5 min di lettura · esercizio 10-20 minuti · aggiornata il 21 agosto 2026

Chi usa bene Claude non è chi si fida sempre, né chi non si fida mai: è chi sa dove stanno i bordi. I bordi sono quattro, e vale la pena guardarli in faccia subito.

Quattro riquadri numerati — la conoscenza si ferma, le allucinazioni, le conversazioni lunghissime, le azioni mai svolte — ognuno col sintomo con cui si presenta e cosa fare
I quattro bordi in una pagina: per ognuno il sintomo e la mossa che lo disinnesca. In fondo il controllo che vale per tutti e quattro, ed è la cosa da portarsi via da questa lezione.

1. La conoscenza si ferma a una data

Claude ha imparato da testi raccolti fino a una certa data. Di ciò che è successo dopo non sa nulla, a meno che non usi la ricerca web (la vedremo più avanti). Per notizie, prezzi, versioni di software, normative recenti: o attivi la ricerca, o verifichi tu.

2. Le allucinazioni: sbagliare con sicurezza

Claude non consulta un archivio: genera la risposta. Quasi sempre genera cose vere; ogni tanto genera cose plausibili e false — una data, un articolo di legge, una citazione, un nome. E lo fa con lo stesso tono sicuro delle cose vere: è questo che le rende insidiose.

Una riga che riduce i danni
Se su qualche punto non sei sicuro o stai andando a memoria, dimmelo esplicitamente invece di tirare a indovinare. Preferisco un «non lo so» a un dettaglio inventato.

Non elimina le allucinazioni, ma dà a Claude il permesso di ammettere l'incertezza — e lui lo usa.

3. Le conversazioni lunghissime degradano

La memoria di una conversazione non è infinita: quando diventa molto lunga, i dettagli dell'inizio pesano meno. Il sintomo tipico è Claude che «dimentica» un'istruzione data cinquanta messaggi fa. La cura è semplice: una conversazione per argomento, e quando cambi argomento apri una chat nuova.

4. Dice di aver fatto una cosa che non ha fatto

Questo è il limite meno conosciuto dei quattro, ed è quello che fa più danno perché non sembra un errore. Claude a volte dichiara di aver mandato una mail, di aver salvato un file, di aver creato un documento — e ti dà un link che non porta da nessuna parte. Non ti sta ingannando: sta descrivendo con troppa sicurezza quello che sarebbe il passo successivo naturale, senza avere gli strumenti per farlo davvero.

La regola è netta: Claude può agire fuori dalla conversazione soltanto attraverso uno strumento che tu hai collegato — un connettore alla posta, un accesso ai file, Cowork. Se quello strumento non c'è, qualunque frase del tipo «fatto, te l'ho inviata» è una frase e basta. E il modo di accorgersene è sempre lo stesso, per tutti e quattro i limiti: guardare la cosa, non la dichiarazione. La mail è nella posta inviata? Il file c'è nella cartella? Il link si apre?

Attenzione

Regola pratica per le cose importanti: tutto ciò che finisce davanti a un capo, un cliente o un paziente va verificato da te. Claude prepara, tu firmi. E se dice di aver fatto qualcosa fuori dalla conversazione, controlla il posto dove dovrebbe essere finita — non la frase che te lo dice.

Prova adesso10-20 minuti

Quasi sempre la risposta è buona ma non perfetta: è esattamente il livello di fiducia giusto da tenere.

Verifica di fine lezione

  1. In quale di queste risposte il rischio di allucinazione è più alto?

  2. Dopo ore nella stessa chat, Claude ignora un'istruzione data all'inizio. Perché?

  3. Claude scrive «ho inviato la mail al fornitore», ma tu non gli hai collegato la posta. Cosa è successo?

  4. Chiedi a Claude com'è finita una vicenda di attualità di ieri. Senza ricerca web…

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