Fin qui ogni lavoro partiva da te. L'ultimo gradino di Cowork toglie anche quello: un'attività programmata è un incarico che si ripete da solo a un'ora che decidi tu. Il riepilogo del lunedì mattina, il controllo di fine mese, la rassegna delle novità del settore: cose che sai di dover fare e che rimandi proprio perché tocca ricordarsele.
Si crea in due modi: dalla sezione dedicata di Claude, oppure — più naturale — chiedendolo a voce alla fine di un lavoro riuscito: «rifallo ogni lunedì alle 8».
Due famiglie: quelle che girano sul tuo computer (e quindi vogliono il computer acceso e l'app aperta, ma possono toccare i tuoi file) e quelle che girano sull'infrastruttura di Anthropic, indipendenti dalla tua macchina.
Il vincolo che cambia tutto: un'attività programmata non può farti domande mentre gira. Quello che in un incarico normale sarebbe un chiarimento, qui diventa un lavoro sbagliato o interrotto: il mandato dev'essere completo prima di partire.
Trasformare un lavoro riuscito in appuntamento fisso
Questo lavoro voglio che si ripeta ogni [quando]. Prima di programmarlo, riscrivi il mandato in modo che funzioni SENZA di me: cosa fare se un file manca, cosa fare se un dato non torna, e cosa NON fare mai. Alla fine di ogni esecuzione voglio un resoconto con: cosa hai fatto, cosa era diverso dal solito, e cosa richiede la mia attenzione.
«Riscrivi il mandato in modo che funzioni senza di me» è il passaggio che quasi tutti saltano: un mandato pensato per una sessione sorvegliata ha sempre dei buchi che tu riempiresti a voce.
Il resoconto che trovi la mattina: le tre cose che contano, quella diversa dal solito, e in fondo la riga che dice cosa NON è stato fatto.
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