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Le istruzioni globali: come vuoi essere trattato

6 min di lettura · esercizio 10-25 minuti · aggiornata il 21 agosto 2026

Nel modulo 2 hai imparato a chiedere il tono, conversazione per conversazione. Nel 5 a fissare le regole di un ambito dentro un progetto. Manca il livello più largo: le cose che valgono sempre, con chiunque, su qualunque argomento — e che a ridirle ogni volta si perde più tempo che a farle.

Dove sta: in Impostazioni, alla voce Generale, c'è una casella chiamata «Istruzioni per Claude». Quello che scrivi lì vale nelle chat e in Cowork, senza doverlo richiamare. Accanto ci sono altre due righe che si compilano in dieci secondi e che quasi nessuno compila: come vuoi essere chiamato, e che lavoro fai.

Il pannello delle impostazioni generali con il nome, il soprannome, la domanda sul proprio lavoro e la casella «Istruzioni per Claude», vuota, con l'esempio suggerito
La casella, e le due righe sopra che valgono quanto lei. «Che lavoro fai» non è burocrazia: è la riga che decide a che altezza vengono tarate le spiegazioni, per sempre.

Tre livelli, tre domande diverse

  1. Le istruzioni globali — «come voglio essere trattato». Valgono ovunque. Ci vanno le preferenze di forma («diretto, niente premesse, esempi concreti»), la lingua, e i fatti stabili su di te che cambiano il livello delle risposte.
  2. Le istruzioni di progetto — «cosa vale in questo ambito». Valgono in una stanza sola: cosa controllare, cosa non dare mai per scontato, quali documenti fanno fede. Sono il modulo 5.
  3. Le competenze — «come si fa questo lavoro». Valgono quando quel lavoro capita: la procedura, le regole, i modelli. Sono la lezione dopo questa.
Consiglio

La prova per capire dove va una regola: chiediti in quante conversazioni la ripeteresti. In tutte → globale. Solo in quelle di un ambito → progetto. Solo quando fai un certo lavoro → competenza. Metterla al livello sbagliato non rompe niente, ma o la ripeti lo stesso o te la ritrovi dove non serve.

Cosa scriverci, senza fare la lista dei buoni propositi

Il difetto tipico di questa casella è che ci si scrive quello che suona bene: «sii chiaro», «sii professionale», «dammi risposte di qualità». Sono aggettivi, e gli aggettivi li interpreta ognuno a modo suo — Claude compreso. Una regola vale solo se si può seguire, e si riconosce perché descrive un comportamento, non una virtù.

Buoni propositi

Sii chiaro e professionale. Dammi sempre risposte complete e ben strutturate.

Regole che si possono seguire

Rispondi in italiano. Niente premesse: comincia dalla risposta. Se una richiesta è ambigua, fammi una domanda invece di scegliere tu. Quando citi qualcosa che hai cercato, mettici il link.

E il modo migliore per scriverle non è pensarci: è ricavarle da quello che hai già scritto bene. Le tue regole sono dentro i tuoi testi riusciti, e tirarle fuori è un lavoro che si può delegare.

Ricavare le proprie regole dai propri testi
Ti incollo tre cose che ho scritto io e che considero venute bene. Non commentarle: analizzale.

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[testo 1]
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[testo 2]
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[testo 3]
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Dimmi cosa hanno in comune in modo che diventi una regola scrivibile: lunghezza tipica delle frasi, dove metto l'informazione principale, come apro e come chiudo, parole ed espressioni che non uso mai, quanto sono diretto.

Poi scrivimi un testo di non più di otto righe da mettere nella casella delle istruzioni globali, senza aggettivi vaghi come «professionale» o «chiaro»: solo regole che si possono seguire.

«Senza aggettivi vaghi» è la riga che rende il risultato utile: «professionale» lo interpreta ognuno a modo suo, «la notizia principale nella prima riga» no.

Il difetto è lo stesso del pregio

Queste istruzioni valgono ovunque, e ovunque significa anche dove non vorresti. La voce asciutta che rende benissimo nelle comunicazioni di lavoro è quella sbagliata per una lettera di condoglianze, o per un testo che deve convincere qualcuno che non ti conosce. Quando una risposta suona fredda senza motivo, il primo sospettato è quello che hai scritto nella casella mesi fa e non rileggi da allora.

Per questo la casella si tiene corta e si scavalca a voce quando serve: «per questa volta scrivi disteso e caldo, ignora le mie istruzioni sulla sinteticità». Se ti accorgi di scavalcarla su ogni messaggio che conta, non è una preferenza — è un costume che ti sei messo addosso, e va tolto dalla casella.

Prova adesso10-25 minuti

Se non sai da dove cominciare, due righe bastano: la lingua e «niente premesse, comincia dalla risposta». Sono quelle che fanno la differenza più grande a parità di sforzo.

Verifica di fine lezione

  1. «Nelle risposte cita sempre l'articolo del regolamento condominiale.» Dove va questa regola?

  2. Perché «sii chiaro e professionale» è una cattiva istruzione globale?

  3. Ti accorgi di scavalcare le tue istruzioni su ogni messaggio importante. Cosa significa?

  4. Perché conviene tenere corta la casella delle istruzioni?

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