La prima conversazione utile
La qualità di quello che Claude ti restituisce dipende quasi tutta da quello che gli dai. Non servono formule magiche: serve dargli il contesto che daresti a un collega capace ma appena arrivato, che non sa niente di te.
Scrivimi una mail per il capo.
Scrivi una mail al mio responsabile per chiedere due giorni di ferie il 3 e 4 settembre. Tono cordiale ma professionale; siamo in buoni rapporti. Accenna che ho già riorganizzato i turni con i colleghi.
La prima versione costringe Claude a inventare tutto: destinatario, motivo, tono. La seconda gli dà i fatti e le scelte già prese: a lui resta solo la scrittura, che è la parte che fa meglio.
Sei il mio assistente di scrittura. Devo scrivere [cosa] per [chi]. Obiettivo: [cosa voglio ottenere]. Tono: [formale / cordiale / diretto]. Fatti da includere: [elenco]. Scrivi una prima bozza, poi chiedimi cosa manca.
Sostituisci le parentesi quadre. L'ultima riga — «poi chiedimi cosa manca» — trasforma un dettato in una collaborazione.
Non ricominciare da capo se la risposta non ti piace: rispondi indicando cosa cambiare («più corta», «meno formale», «aggiungi X»). Iterare è più veloce e Claude tiene il filo.
E non è solo per scrivere
Quasi tutti cominciano da una mail, perché è quello che ci si immagina. Ma il secondo uso — capire qualcosa — è quello che poi diventa quotidiano, e vale la pena provarlo subito, nella stessa prima mezz'ora.
La stessa regola, su una cosa da capire
Ho ricevuto una lettera dall'amministratore di condominio che parla di un fondo straordinario per il rifacimento del tetto. Non ho capito se devo fare qualcosa io o se è solo un avviso. Te la riassumo: [tre righe]. Cosa mi tocca fare, entro quando, e cosa succede se non faccio niente?
Da quello che scrivi ti tocca una cosa sola: partecipare all'assemblea o delegare qualcuno, perché è lì che si vota l'importo. Il pagamento viene dopo, in rate decise in quella sede. Se non fai niente si decide comunque e la quota ti arriva lo stesso — la delega serve a non perdere il voto, non a evitare la spesa. Una cosa non c'è nella tua sintesi e la cercherei nella lettera: se il fondo è obbligatorio per legge o deciso dall'assemblea, perché cambia cosa si può contestare.
È la stessa richiesta di prima, con i fatti dentro: cosa è successo, cosa voglio sapere, cosa temo. E la risposta più utile è l'ultima riga, che dice cosa manca — una cosa che chi ha scritto la domanda non poteva sapere di dover chiedere.
Tre cose da non aspettarsi, il primo giorno
- Non sa niente di te. Non conosce la tua azienda, i tuoi colleghi, i tuoi file. Tutto quello che deve sapere glielo porti tu — e questo corso è in buona parte l'arte di portarglielo bene.
- Non vede i tuoi documenti finché non glieli dai. «Com'è la mia relazione?» non funziona se la relazione è sul tuo computer. Si allega o si incolla: nel modulo 3 si fa per bene.
- Non è un motore di ricerca, a meno che non glielo chiedi. Sui fatti recenti — prezzi, notizie, norme dell'ultimo anno — va detto esplicitamente di andare a cercare. Altrimenti risponde con quello che sa, che può essere vecchio.
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Verifica di fine lezione
La risposta di Claude non ti convince. La mossa migliore?
Cosa rende «buona» una richiesta?
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