La prima conversazione utile
La qualità di quello che Claude ti restituisce dipende quasi tutta da quello che gli dai. Non servono formule magiche: serve dargli il contesto che daresti a un collega capace ma appena arrivato, che non sa niente di te.
Scrivimi una mail per il capo.
Scrivi una mail al mio responsabile per chiedere due giorni di ferie il 3 e 4 settembre. Tono cordiale ma professionale; siamo in buoni rapporti. Accenna che ho già riorganizzato i turni con i colleghi.
La prima versione costringe Claude a inventare tutto: destinatario, motivo, tono. La seconda gli dà i fatti e le scelte già prese: a lui resta solo la scrittura, che è la parte che fa meglio.
Sei il mio assistente di scrittura. Devo scrivere [cosa] per [chi]. Obiettivo: [cosa voglio ottenere]. Tono: [formale / cordiale / diretto]. Fatti da includere: [elenco]. Scrivi una prima bozza, poi chiedimi cosa manca.
Sostituisci le parentesi quadre. L'ultima riga — «poi chiedimi cosa manca» — trasforma un dettato in una collaborazione.
Non ricominciare da capo se la risposta non ti piace: rispondi indicando cosa cambiare («più corta», «meno formale», «aggiungi X»). Iterare è più veloce e Claude tiene il filo.
Prova adesso
Verifica di fine lezione
La risposta di Claude non ti convince. La mossa migliore?
Cosa rende «buona» una richiesta?
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