Comandare formato e tono
Claude decide da solo la forma della risposta, e spesso decide bene. Ma «spesso» non è «sempre»: quando la forma conta, va chiesta. La buona notizia è che obbedisce con precisione quasi assoluta alle istruzioni di formato.
- Struttura: «in tabella con colonne X, Y, Z», «elenco puntato», «un paragrafo unico senza elenchi», «domande e risposte».
- Lunghezza: «massimo cinque righe», «una frase sola», «almeno una pagina». I limiti di lunghezza cambiano radicalmente la risposta.
- Registro: «formale ma non ingessato», «come lo diresti a un amico», «asciutto e tecnico», «per un bambino di otto anni».
- Esclusioni: «senza premesse e senza riepilogo finale», «non usare la parola X», «niente elenchi puntati». Dire cosa NON vuoi funziona.
Il formato al lavoro
Confronta pro e contro di affitto vs acquisto casa. In tabella, massimo 5 righe per colonna, e chiudi con una sola frase di sintesi.
Ecco la tabella con 5 punti per parte — costi iniziali, flessibilità, rischio, patrimonio, manutenzione — e in chiusura: «se prevedi di restare meno di 5-7 anni nella stessa città, l'affitto vince quasi sempre».
Il tono si indica meglio con un esempio che con un aggettivo
«Amichevole ma professionale» lo interpreta ognuno a modo suo — Claude compreso. Il modo più preciso di indicare un tono è mostrarlo: incolla due righe scritte come piace a te (una tua vecchia mail riuscita, un messaggio che trovi perfetto) e chiedi «scrivi con questo tono».
Ecco come scrivo di solito ai clienti: «[incolla 3-4 righe tue]». Scrivi la risposta a [situazione] mantenendo esattamente questo tono e questo livello di formalità.
Funziona anche al contrario: «ecco come scrive lui, rispondi in modo che non stoni».
Prova adesso
Verifica di fine lezione
Le risposte arrivano sempre con una premessa e un riassunto che non vuoi. Che fai?
Qual è il modo PIÙ preciso di ottenere il tono che vuoi?
Perché «massimo cinque righe» cambia anche la sostanza della risposta?
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